Africa

Le mille ragioni

Le mie ultime ipotesi sulla situazione centrafricana non avevano poi tanta attinenza con la realtà e sono state decisamente disattese: nessun colpo di coda e nessun ritiro, anzi, dall’inizio di dicembre la situazione sembra decisamente peggiorata.
Non azzardo altre ipotesi, consapevole di capire poco o niente di politica internazionale; lascio invece spazio ai racconti (quelli di Marco, in questo caso, sulla nostra casa e le persone con cui ho vissuto) Continue reading

Ultime da Bangui

Questa mattina a Bangui di nuovo scontri e coprifuoco. Erano attesi, dopo la decisione della Francia di inviare un cospicuo contingente nel paese, ma questo non ne diminuisce il peso. Proprio questa sera si attende la risoluzione Onu sull’invio di questi nuovi militari. E mentre inscatolo la nostra casa milanese mi sembra di rivivere quella sensazione di attesa silenziosa e afosa di otto mesi fa.
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La casa marrone

Avenue Nasser 292, Bangui
Dalla fine di ottobre 2012 alla fine di marzo 2013 abbiamo vissuto qui. Spero di poter tornare presto in questa casa polverosa che stavo facendo un po’ mia.
La nostra casa di Bangui, curioso compromesso tra lusso ed arte di arrangiarsi, è un ottimo esempio di alcuni modi di pensare e di fare centrafricani.

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Peca, de Zéro à Cinq

lungo l’Avenue Boganda, Bangui
A Bangui molte località sono indicate con un nome che misura la distanza da un centro convenzionale, il peca Zéro, ovvero, appunto, il chilometro zero. Da questo centro eccentrico, tutto sbilanciato sulla punta orientale, comincia formalmente la città, con una raggiera di vie che si aprono verso nord ovest. La principale è l’Avenue Boganda, un’ampia pista trafficata e in buona parte sterrata che attraversa in diagonale tutta la città. Questa strada prende nome dal primo presidente della Repubblica Centrafricana indipendente (1959), Barthélemy Boganda, e si apre, sulla rotonda del peca Zéro, con un portale bianco bordato di verde che riporta il principale motto dell’uomo politico “zo kwe zo”, che in lingua sango significa letteralmente “gli uomini sono uomini”, ovvero “ogni essere umano ha ugual valore”.
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Boy-Rabe

Mentre festeggiavamo il compleanno di Olivia al parco Sempione a Boy-Rabe, il quartiere dove abita il giardiniere Fulbert, sono scoppiati violenti scontri. Si parla di una ventina di morti civili.
Boy-Rabe è considerato un quartiere pro-Bozizé, forse solo perché lì pare abitasse parte della famiglia dell’ex presidente centrafricano.
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La paura

Bangui, domenica 24 marzo 2013
La paura ha l’alitosi. Mentre le bombe cadono nei pressi di casa i miei succhi gastrici cercano di gestire a modo loro le emozioni. È la seconda volta che il mio corpo ha una reazione di questo tipo, la prima è stata in occasione del parto (ma in quel caso c’era la complicità di un pezzo di focaccia con le cipolle improvvidamente ingurgitato giusto mezz’ora prima dell’inizio del travaglio!).
Anche Marco ha l’alito cattivo e gli chiedo se ha paura, ma dice di no.
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Sabato tropicale

Bangui, sabato 23 marzo 2013
La notte è passata tranquilla.
Questa mattina alle 8,00 ci ha chiamato un collega di Marco per avvisare che la cena di questa sera a casa sua era confermata: “La cuoca è già al lavoro. Sarà una bella cena per rilassarsi!”. Nel frattempo si susseguivano le notizie sull’avanzata della Seleka, composte con pezzetti di informazione raccolti tra una telefonata e l’altra. La riconquista da parte delle forze governative di due città; poi l’occupazione di una cittadina secondaria; e ancora l’avanzata verso la capitale lungo un’altra strada.
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Ultimatum

Bangui, venerdì 22 marzo 2013
Attesa. Una sensazione che acuisce i sensi. Per me spesso corrisponde a un generale malessere, concentrato alla bocca dello stomaco. Certamente la nostra di oggi a Bangui non è una piacevole attesa.
All’inizio della settimana la coalizione della Seleka ha trattenuto a Sibut, una città a 150 km a nord della capitale, i cinque ministri che la rappresentano nel governo d’intesa frutto degli accordi sottoscritti a Libreville in seguito alla crisi di dicembre.

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Dal mio punto di vista #3 | Muoversi

(vedi anche “Camminare”) Le macchine private non sono moltissime; quelle che si vedono circolare sono soprattutto i fuoristrada delle organizzazioni internazionali, che si riconoscono dal colore della targa: verde e arancione per i diplomatici, bianca e rossa per gli altri. Invece sono numerosissimi i taxi: gialli, affollatissimi, ricoperti di scritte in un tipico carattere svolazzante bianco e azzurro.
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Dal mio punto di vista #2 | In casa nostra

Viviamo in una grande casa con piscina, fornita dalla Delegazione della Commissione Europea per cui Marco lavora. Molte stanze combinate con un gusto un po’ pacchiano e austero. Su tutto incombono i legni rossicci dei mobili e dei soffitti a cassettoni; legni locali molto belli, soprattutto teak, usati però in modo massiccio e spesso superfluo (il pezzo migliore sono decisamente i “troni” – vedi foto -, in versione sedia o dondolo, disseminati un po’ per tutta la casa).
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Dal mio punto di vista #1 | clima, lingua e parole

Clima
Una persona con un po’ di esperienza probabilmente direbbe semplicemente che qui c’è un clima tropicale, con una stagione secca, che dovrebbe durare più o meno da ottobre a marzo e un periodo di piogge da aprile a settembre. Io, che frequento per la prima volta queste latitudini, ne osservo tutti i cambiamenti con un certo stupore.
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