Author Archives: serena

École à Selembao

anno: 2016 (in corso)
luogo: Kinshasa, Selembao
committente: ong EnClasse
superficie: 360 mq

Una piccola scuola ad ampliamento di un complesso appena rinnovato dalla stessa Ong: otto aule e un piccolo ufficio.
Si tratta di uno di quei casi che alimentano una riflessione, che forse svilupperò altrove, sul significato di progettazione sostenibile. Continue reading

Kinshasa city check in

anno: 2015/2016
luogo: Kinshasa (République Démocratique du Congo)
commitente: privato
superficie: 300 mq
con: Axcess Congo

Progetto di realizzazione del city check in per una nota compagnia aerea in luogo di un complesso di piccoli bungalow, ormai in disuso da tempo e in avanzato stato di degrado.
Una prima ipotesi ha preso in considerazione la possibilità di recupero e ampliamento delle strutture preesistenti, ma l’adeguamento s’è dimostrato di difficile realizzazione Continue reading

La società contro lo stato

anno: 2016
luogo: Kinshasa / Cosenza
committente: ricerca indipendente
attività: seminario

Nella primavera 2016 ho partecipato al seminario “Images, représentations et imaginaires du Soi et de l’Autre : confronter cultures savantes et populaires pour contribuer à la stabilisation du Congo“, tenutosi all’Università della Calabria tra il 24 e il 26 maggio, con un contributo dal titolo “La società contro lo stato. L’istruzione universitaria in RDC come occasione di cooperazione“. Continue reading

INBTP. La cultura è pubblica?

I.N.B.T.P. Institut National de Batiment e Travaux Publiques, una sorta di scuola di ingegneria civile. La mia ricerca di un lavoro congolese in questi giorni mi ha portato qui. Intendo informarmi sull’organizzazione dei corsi e lasciare un mio dossier per eventuali collaborazioni all’insegnamento.
L’accoglienza non è delle migliori. Continue reading

Una casa a Milano

anno: 2014/2015
luogo: Milano
committente: privato
superficie: 120 mq

Una tipica casa milanese di inizio Novecento: un lungo corridoio su cui si affacciano porta dopo porta i locali d’uso.
Le modifiche planimetriche hanno riguardato soprattutto la zona di servizio, con la riorganizzazione dei due bagni e l’ampliamento della cucina.
Lo spigolo della cucina sul locale d’ingresso è stato arrotondato: sull’ingresso invita verso il resto della casa e contribuisce alla percezione di un ambiente spazioso, nonostante il rimpicciolimento dovuto all’ampliamento della cucina; sulla cucina la concavità contribuisce a un senso d’intimità.
Un vetro acidato in corrispondenza della finestra della cucina illumina l’ingresso di luce naturale.
Il colore su alcune singole pareti completa l’intervento attribuendo carattere agli ambienti: blu pavone sul soffitto dell’ingresso; grigio-verde per la parete di fondo del soggiorno; verde mela per una parete della camera dei bambini.

Benvenuti a Kinshasa

Mi accompagna un senso di irrealtà, oltre che, da ieri sera, un persistente malessere, che mi deriva dalla malattia intestinale che mi hanno attaccato i bambini e dal ritorno delle mestruazioni, dopo la lunga pausa della maternità di Leo (il che significa, tra l’altro, che se dovessimo scappare un’altra volta dovrei anche gestire questo fastidio e ricordarmi gli assorbenti!).
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Prossimità elettive

anno: 2015
luogo: /
committente: ricerca indipendente
attività: articolo su rivista scientifica

Ancora una volta mi occupo della principale delle mie ossessioni: il potenziale della città per l’organizzazione delle relazioni sociali.
L’occasione è una call for paper della rivista online “Scienze del territorio” dal titolo “Ricostruire la città”.
L’articolo propone l’interpretazione delle iniziative ‘collaborative’ come segnali di un possibile riscatto della città stessa, oltre la faticosa estensione e l’estrema frammentazione che sembrano condannarla all’ingestibilità. L’abbandono della città, concreto o metaforico, alla ricerca di configurazioni più semplici e sostenibili, rimanda il più delle volte a un traguardo comunitario chiuso e aridamente esclusivo; ad esso, però, corrisponde parallelamente l’elaborazione di forme cooperative ‘leggere’ che, attraverso meccanismi prevalentemente elettivi, determina un ritorno ai luoghi pragmatico e non esclusivo e configura una comunità il cui fondamento non è l’adesione a un corpo stabile di valori, ma l’adempimento di un inevitabile debito reciproco. Questa forma di vita in comune è l’essenza stessa del carattere urbano, la sua qualità eminentemente politica.

Materiali:
testo su Academia.edu

Tempo

L’editoriale del numero di agosto di “Internazionale” titola proprio così: semplicemente, “Tempo”.
Vi si riferisce della recente moda di alcuni scrittori di viaggiare nel tempo rivolgendosi ai se stessi degli anni passati. Tra gli altri, Cheryl Strayed, scrittrice statunitense, intima a una se stessa di vent’anni prima di ringraziare la madre per un cappotto regalato, frutto di mesi di risparmi. La madre sarebbe morta di lì a poco e quel grazie sarebbe rimasto in sospeso. Continue reading

Da studio ad abitazione

anno: 2012
luogo: Milano
committente: privato
superficie: 68 mq

Da studio di architettura ad appartamento d’abitazione.
Il progetto ha comportato poche modifiche sostanziali: l’aggiunta di un ripostiglio-lavanderia in ingresso a formare il necessario disimpegno per la zona notte e il rifacimento del bagno.
Per il resto l’intervento si è concentrato sul raccordo tra il recupero dello stato originario dell’appartamento (l’edificio di cui è parte è stato realizzato nel 1962, pare su progetto dell’architetto Luigi Mattioni, uno dei più prolifici progettisti milanesi del secondo dopoguerra) Continue reading

Le seconde cose

Qualche giorno fa, venerdì 17 gennaio, ho riconsegnato le chiavi della casa in cui ho vissuto gli ultimi 11 anni. Ho chiuso la porta per un’ultima volta con quattro mandate, ho controllato la casella della posta, tolto il lucchetto dal chiavistello della cantina e salutato la portiera chiedendole di tenermi da parte eventuale corrispondenza.
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Le mille ragioni

Le mie ultime ipotesi sulla situazione centrafricana non avevano poi tanta attinenza con la realtà e sono state decisamente disattese: nessun colpo di coda e nessun ritiro, anzi, dall’inizio di dicembre la situazione sembra decisamente peggiorata.
Non azzardo altre ipotesi, consapevole di capire poco o niente di politica internazionale; lascio invece spazio ai racconti (quelli di Marco, in questo caso, sulla nostra casa e le persone con cui ho vissuto) Continue reading

Ultime da Bangui

Questa mattina a Bangui di nuovo scontri e coprifuoco. Erano attesi, dopo la decisione della Francia di inviare un cospicuo contingente nel paese, ma questo non ne diminuisce il peso. Proprio questa sera si attende la risoluzione Onu sull’invio di questi nuovi militari. E mentre inscatolo la nostra casa milanese mi sembra di rivivere quella sensazione di attesa silenziosa e afosa di otto mesi fa.
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