Metà di un sole giallo

Chimamanda Ngozi Adichie
Einaudi, Torino 2010

Chimamanda_Metà_soleQuesto è il terzo libro che leggo della scrittrice nigeriana di etnia igbo. Ne specifico l’etnia, perché lei stessa ci tiene a ricordarlo e perché nei suoi scritti l’identità etnica è una cornice sempre presente, anche quando apparentemente ci si occupa di tutt’altro.
In questo libro lo è più che altrove, fino a diventare, all’apice delle vicende, il perno del racconto.

Per tutta la prima parte del libro mi sono chiesta a cosa si riferisse il titolo, per poi scoprire, a metà lettura, che la metà superiore di un sole giallo era il simbolo della Repubblica del Biafra, la regione autoproclamatasi independente dalla Nigeria che fu teatro alla fine degli anni Sessanta di una drammatica guerra civile.
Questo è lo sfondo della vicenda: la storia di una guerra africana, tratteggita in pochi gesti nelle sue dinamiche principali e poi colorata minuziosamente coi dettagli di vita quotidiana in cui si vive la tragedia di qualsiasi guerra.

Come ogni storia ben raccontata, questo libro si presta al dialogo coi suoi lettori, che potranno scegliere come leggerlo. Alcuni, per esempio, forse lo leggeranno con un approccio storico, come la storia di quel conflitto. Io, in modo più conforme alla mia sensibilità, ho messo il conflitto sullo sfondo, come occasione per un continuo rimando alla necessità di una visione plurale.
D’altra parte la stessa struttura narrativa scelta dalla scrittrice (ma anche la decisione di includere tra i protagonisti due sorelle gemelle apparentemente antitetiche per aspetto e carattere) alterna le voci di tre personaggi, protagonisti diversi di una storia comune. Un artificio narrativo difficile da sostenere, ma qui riuscito a tal punto da permettere di affezionarsi anche a personaggi che non prendono mai la parola in qrima persona, e da lasciarli con una certa malinconia.

Per approfondire:
chimamanda.com | Il sito di Chimamanda Ngozi Adichie
Biafra
Guerra civile in Nigeria