Peca, de Zéro à Cinq

lungo l’Avenue Boganda, Bangui
A Bangui molte località sono indicate con un nome che misura la distanza da un centro convenzionale, il peca Zéro, ovvero, appunto, il chilometro zero. Da questo centro eccentrico, tutto sbilanciato sulla punta orientale, comincia formalmente la città, con una raggiera di vie che si aprono verso nord ovest. La principale è l’Avenue Boganda, un’ampia pista trafficata e in buona parte sterrata che attraversa in diagonale tutta la città. Questa strada prende nome dal primo presidente della Repubblica Centrafricana indipendente (1959), Barthélemy Boganda, e si apre, sulla rotonda del peca Zéro, con un portale bianco bordato di verde che riporta il principale motto dell’uomo politico “zo kwe zo”, che in lingua sango significa letteralmente “gli uomini sono uomini”, ovvero “ogni essere umano ha ugual valore”.

zokwezoDal peca Zéro, con un sistema un po’ anonimo, ma in fondo comodo, si misurano i quartieri della città: peca Douze, peca Onze, …; il più noto è certamente il peca Cinq, la zona del grande mercato. Al km cinque, che in realtà indica un’entità geografica ben più estesa, che si sviluppa a Y su due vie a partire dal punto in cui la Boganda piega a nord, si può trovare di tutto, dal cibo, agli utensili, ai tessuti, ai mobili. Come in ogni zona di commercio (comprese quelle delle nostre antiche città europee) le rivendite sono raggruppate per tipologia: c’è la zona della ferramenta, quella dei falegnami, quella dei fabbri, e via dicendo. Per un mundju (in sango, uomo bianco) non è facilissimo addentrarsi tra la fitta folla del peca Cinq: non si sa dove lasciare la macchina (che comunque, anche una volta parcheggiata, rimarrebbe un vistoso bersaglio) e se anche si trovano altri mezzi per raggiungere il mercato (per esempio i numerosissimi taxi collettivi) bisogna abituarsi a convivere con il caldo soffocante e l’insistenza di continue richieste. Se poi, come nel mio caso, ci si accompagna a una bimba piccola con scarsa sopportazione del sole cocente tutto si complica ulteriormente!

Dietro la cortina colorata e rumorosa del mercato si aprono immensi quartieri residenziali, una distesa indistinta di casupole di terra, stradine intricate e tettoie in lamiera. La maggior parte delle persone, in questo e in altri quartieri, vive così, sul retro della città pubblica, in una condizione che è difficilmente visibile, se non si dispone di un Virgilio disponibile a fare da guida.
Tra le strade di Bangui le differenze, che ho più volte chiamato in causa come la fondamentale occasione di apprendimento offerta dalla città, mostrano più chiaramente che altrove la propria faccia amara e pungente.

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