Boy-Rabe

Mentre festeggiavamo il compleanno di Olivia al parco Sempione a Boy-Rabe, il quartiere dove abita il giardiniere Fulbert, sono scoppiati violenti scontri. Si parla di una ventina di morti civili.
Boy-Rabe è considerato un quartiere pro-Bozizé, forse solo perché lì pare abitasse parte della famiglia dell’ex presidente centrafricano.
Una pattuglia delle Seleka è arrivata in quartiere – dicono – per requisire le molte armi che circolano dopo il colpo di stato del marzo scorso e si è trovata a fronteggiare una ribellione di seguaci di Bozizé (per approfondire: il resoconto degli scontri su centrafrique-presse). Altri dicono che gli uomini della Seleka hanno approfittato per l’ennesima volta della loro posizione di potere e dell’ordine generale di disarmare la popolazione per compiere ulteriori saccheggi e la popolazione ha reagito esasperata. Certo, a Boy-Rabe come altrove, la situazione non sembra migliorare: i saccheggi e la violenza sono all’ordine del giorno, anche tra la fascia di popolazione più povera.

Io a Boy-Rabe ci sono stata un paio di volte assieme a Fulbert per comprare del legno. È un bel quartiere, simile ad altri nell’organizzazione, con le botteghe sulla strada principale che sale verso la collina, i profondi canali di scolo malamente coperti da lastroni di pietra e le casupole sparse sul retro, ma in qualche modo con un’aria più felice e domestica, forse anche solo per i cambiamenti di quota e la prospettiva aperta sul fondale verde della collina. È il primo quartiere di Bangui che mi pare rispondere davvero al significato che noi europei diamo a questa definizione (forse è anche l’unico che conosco che ha un nome proprio che non sia semplicemente il numero del chilometro che lo separa dal centro convenzionale della città, il “peca zero”, appunto).

A Milano è arrivata la primavera. Fulbert, Bangui e il suo caldo torrido sono lontani, ma io non riesco a separarmene. Non raccontare come posso le poche notizie che raccolgo dalla nostra città africana, per quanto poco interessanti possano risultare viste da qui, mi sembrerebbe una colpevole dimenticanza.

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